Chi non ha mai creato una cassetta, una mixtape per una persona speciale? C’era un’arte tutta particolare nella scelta delle canzoni, nella loro sequenza. Anche con i cd si poteva fare ma già parte della magia si era persa. Evidentemente non sono l’unico ad averne nostalgia, visto che pare che la cassetta di Muxtape sia l’ultimo meme che serpeggia per la rete (Mantellini, Catepol, Suzukimaruti per esempio). Indeciso fra una cassetta di punk rock anni ‘70 e ‘80 e una di rock n’roll anni ‘50 alla fine ho prodotto una cassetta di indie/rock/pop contemporaneo (e non solo). Niente di impegnativo, ma un po’ di malinconia in linea con questo post sì.
mi fai una cassetta?
Aprile 4, 2008 di patrickcolganPremiata macelleria delle indie
Aprile 3, 2008 di patrickcolgan(di Alessandro Gilioli)
Quattro belle inchieste di Alessandro Gilioli su una parte del mondo, il sud est asiatico, di cui si parla troppo poco e rimanendo quasi sempre sulla superficie: Nepal, Bhutan, Birmania, India.
Ce ne fossero di inchieste così. Un libro raro.
Il C-day!
Aprile 1, 2008 di patrickcolganAndrea mi ha anticipato di un’oretta ma mi accodo volentieri per celebrare il C-day. Oggi esce ‘Le ciccione lo fanno meglio’ (per Baldini, Castoldi e Dalai), scritto dalla mia amica e collega Caterina Cavina. Io l’ho già letto ed è un romanzo molto bello, molto ironico, molto amaro, ambientato in una bassa popolata da personaggi che possono sembrare surreali ma sono verissimi. Sono testimone.
Buona lettura.
aggiornamento: l’intervista a Caterina Cavina che ho scritto per il Resto del Carlino di Imola
Link: Caterina intervistata da Panorama, Grassa e bella, Le ciccione lo fanno meglio (Bol.it)
Sfide
Marzo 31, 2008 di patrickcolganL’inflazione vola (+3,3%), sale la bolletta dell’energia, non scende il prezzo del petrolio. E probabilmente non scenderà. Si parla molto di emissioni di Co2
e di cambiamenti climatici, ma una sfida altrettanto drammatica che ci troviamo ad affrontare è ridurre i consumi non solo per ridurre le emissioni ma anche perché presto non potremo più permetterceli a questi livelli. E le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.
Le conseguenze le stiamo già avvertendo ora con l’aumento delle spese per elettricità e benzina e i riflessi sul costo di tutti i beni, anche quelli di prima necessità. E potrebbe andare peggio, in un futuro non lontano. Abbiamo abbastanza petrolio per quarant’anni, a questi consumi, ma con la motorizzazione di massa e la forte crescita di Cina e India forse inzierà a scarseggiare prima. Ce ne stiamo già accorgendo.
In questi giorni si parla molto di nucleare. Non sono pregiudizialmente contrario ma forse non tutti sanno che l’uranio, come il petrolio e il gas, è una risorsa finita (potrebbe incominciare a scarseggiare fra una quarantina d’anni) e che negli ultimi anni la domanda è superiore alla produzione. Se aggiungiamo che per costruire una centrale nucleare servono 8-10 anni, fate voi i conti se ha senso.
E forse non tutti sanno che l’idrogeno - del quale molti parlano a vanvera – al momento, non è un’alternativa al petrolio perché non fornisce energia ma permette piuttosto di immagazzinarla (il che comunque non è male, ma è un altro discorso).
Meglio forse sarebbe imparare a sprecare meno energia (l’Eni e il governo se ne sono accorti e basta davvero poco, si inizia dai piccoli passi) e imparare a sfruttare meglio l’energia che è ovunque intorno a noi. Le tecnologie ci sono già. Carlo Rubbia spiega come si potrebbe fare.
(nella foto il progetto Archimede dell’Enel)
Before the devil…
Marzo 24, 2008 di patrickcolganGrande ritorno di Sidney Lumet con uno dei migliori film del 2008, finora almeno
.
La metà del cinema che se ne è andata prima della fine del primo tempo forse non ha pensato la stessa cosa o forse aveva solo sbagliato sala: a fianco davano Verdone.
Pensieri sparsi. Ancora un titolo tradotto in maniera fantasiosa (titolo originale: ‘Before the devil knows you’re dead’). Ancora un cattivo con il quale finisco per simpatizzare (forse perché sono anche io primogenito come Andy?). Ancora una volta un grande Philip Seymour Hoffman, che davvero non delude mai. Marisa Tomei nel frattempo migliora con il passare degli anni.
Memorabile il primo minuto. Ma non tutti la pensano così (*attenzione, spoiler*).
Link: Onora il padre e la madre (mymovies), Before the devil knows you’re dead (Rottentomatoes)
Sillogismi
Marzo 20, 2008 di patrickcolgan“Sono convinto che chi non legge resta uno stupido. Anche se nella vita sa destreggiarsi, il fatto di non ingerire regolarmente parole scritte lo condanna ineluttabilmente all’ignoranza, indipendentemente dai suoi averi e dalle sue attività”.
Edward Bunker, Educazione di una canaglia
In Italia si legge poco. Non è una novità, lo dicono tutte le ricerche e lo dice per l’ennesima volta un sondaggio pubblicato negli ultimi giorni: sei italiani su dieci, il 57 per cento, non leggono mai.
E all’interno del restante 43% sono pochi coloro che leggono più di una manciata di libri all’anno (l’11% non ne legge più di due all’anno).
In India e ritorno
Marzo 18, 2008 di patrickcolganForse potrei riaprire questo blog, dopo quasi un anno.
Per ora un link alle foto che ho scattato in India due mesi fa.
Signori, si chiude
Maggio 29, 2007 di patrickcolgan
Lo ricordo da quando ero piuttosto piccolo. E’ il primo cinema di Bologna del quale ho memoria, sempre che i miei ricordi non mi ingannino, naturalmente. Stava in quella via con quel nome così strano, impossibile dimenticarlo. Qualche anno dopo mi resi anche conto che non era mica tanto comodo quel cinema, in effetti.
Lungo com’ero, nella sala di sopra fra i sedili un po’ duri ci stavo appena, così mi sedevo sempre lungo il corridoio centrale perpendicolare allo schermo. Soffrivo un po’ lo stesso, alla schiena e alle ginocchia ma potevo stendere le gambe, almeno. E ugualmente ci tornavo abbastanza spesso, perché questo cinema, non aveva gli stessi film degli altri cinema, perché i film interessanti restavano un po’ più a lungo che in altre sale (l’ultimo, Little Miss Sunshine che così sono riuscito a vedere in extremis), perché costava meno, perché una sera alla settimana c’era il film in lingua originale, perché il pubblico era silenzioso.
Il cinema Nosadella ha chiuso e ormai sono davvero poche le sale che resistono nel centro di Bologna.
Non è solo un atteggiamento nostalgico, è la sensazione di una perdita di qualcosa di bello. E di pari passo con la chiusura dei vecchi cinema, aprono multisale tutte uguali dove la gente si affolla, spinge, fa la fila e viene da chiedersi per cosa. Il vecchio cinema non è stato sconfitto da Emule, basta andare al Medusa il mercoledì o il sabato sera per accorgersene. E’ che la gente va al multisala, molto semplicemente.
I multisala però proprio non li capisco. Ci vado, certo, alle volte, ma se posso evito. Non offrono film diversi dal 90 per cento degli altri cinema, anzi spesso c’è lo stesso film in tre sale diverse. E poi costano di più, e spesso parcheggiare è più difficile che in centro (vedi il parcheggio stipato del Medusa mercoledì, venerdì e sabato) – e l’auto è l’unico mezzo per raggiugerli (gli autobus non sono nemmeno presi in considerazione). Senza contare che il pubblico è cafone e rumoroso. E’ il contesto, ne sono sicuro, che invita alla cafonaggine. Senza contare che, pur facendoti pagare di più e ti rifilano venti minuti di pubblicità prima del film (spot non trailer). Dovrebbero farti pagare meno, no? Ecco, c’è giusto questo: grazie ai venti minuti di pubblicità, calcolando bene i tempi, si può saltare la quantità di spot e arrivare al cinema con grande comodo alle 23… freghi il sistema, così.
link: chiude il Nosadella (dallo ‘Spettro della bolognesità’)














