Non conoscevo Pico Iyer prima che diventasse il mio unico compagno di viaggio (letterario) in Giappone. Devo ringraziare Simona, che mi ha fatto avere ‘Il monaco e la signora’ alla vigilia della partenza perché questo libro del ’91, pubblicato in Italia da Feltrinelli tre anni dopo, non è stato ristampato e incomprensibilmente è quasi introvabile in Italia.
Un peccato che questo libro non si trovi, perché ho scoperto uno scrittore sensibile, capace di raccontare il Giappone mantenendosi in equilibrio fra narrazione autobiografica, racconto di viaggio e dialogo filosofico. Iyer trascorre un anno a Kyoto: alcuni periodi in monasteri buddisti in cui si avvicina allo zen, altri vivendo una normale vita da straniero in Giappone. Vero motore narrativo del libro è il rapporto con Sachiko, una donna sposata, con cui Iyer instaura una relazione delicata e conflittuale. Una relazione che assomiglia molto a quella con il Paese che sta cercando di capire, ma che continua a sfuggirgli come il verso ambivalente di una poesia, come una di quelle parole giapponesi dai significati multipli o dalla traduzione impossibile che rendono difficile intendersi nei surreali dialoghi con Sachiko. Una metafora dell’ambivalente rapporto fra Giappone e occidente, anche se è solo una – la più evidente – delle chiavi di lettura del libro.
Ma del libro ho amato anche la voce, che ho sentito vicina mentre affrontavo il mio personale viaggio di scoperta. E’ stato un gran bel compagno di viaggio, che ero contento di ritrovare nei momenti di pausa, sui treni, nelle sale d’attesa, la sera in ostello. Non pretende di essere onnisciente: Iyer racconta e si racconta, a costo di apparire a volte ingenuo o irritante. In mezzo ad alcuni giudizi alle volte banali sul Giappone – che gli perdono – è spesso acuto o sorprendente, specie quando è in grado di rendere universali le piccole cose, gli attimi irripetibili o quando usa la poesia per interpretare il Paese, una chiave rara nella letteratura di viaggio e nel reportage.
Inoltre regge alla prova del tempo: l’impressione che ho avuto è che nonostante sia probabilmente un Paese assai diverso da quello che era all’inizio degli anni ’90 – soprattutto nel rapporto col mondo e con gli stranieri – molte osservazioni di Iyer siano ancora validissime.
Il monaco e la signora – Feltrinelli ISBN 1992 9788871081106 (indisponibile sui principali siti al momento)
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