Disastri

Aprile 28, 2008 by patrickcolgan

Si usa troppo Photoshop. E’ un dato di fatto. Ma qualche volta si producono disastri.

(via Emmebi)

Politica 2.0

Aprile 21, 2008 by patrickcolgan

Imola da qualche giorno ha un assessore blogger. Complimenti Andrea!

questioni di stile

Aprile 19, 2008 by patrickcolgan

Milano e a Oslo.

Li sfoglierei per ore.

(grazie a Coffeeplease)

Reunion tour

Aprile 15, 2008 by patrickcolgan

 

I Weakerthans non deludono mai. Nel sospetto scaffalle di Nannucci etichettato ‘novità indie’ spiccava questo disco bianco e delicato del quale ignoravo l’esistenza e che ho preso sulla fiducia. Dopo una settimana di ascolto di queste 11 tracce intense e malinconiche posso confermare: è un gioiello. E forse la miglior cosa che i Weakerthans hanno registrato finora (che, almeno per me, non è poco). 

Vive la France

Aprile 15, 2008 by patrickcolgan

Non amo l’esterofilia fine a se stessa e non è questo il caso: il confronto Bologna - Francia dello ‘Spettro’.

Il doppiaggio non ha senso (anzi è dannoso)

Aprile 13, 2008 by patrickcolgan

Horton hears a who

(Ortone e il mondo dei chi)

Nella versione originale c’è Jim Carrey. Da noi Cristian De Sica.

Pensieri sparsi

Aprile 12, 2008 by patrickcolgan

- Le blogstar? Irrilevanti nel mare della rete. da Minimarketing

-Trovo la vicenda di Blogbabel (per chi l’ha seguita) incredibilmente puerile. Ecco, dovevo dirlo.

-Sarò un reazionario, forse. Ma un po’ mi irrita che su Flickr ora si carichino pure i video.

-Al new yorker hanno 15 persone che controllano i ‘fatti’ contenuti negli articoli (con aneddoto allegato). Alle volte comunque basterebbe un po’ di pigrizia in meno da parte dei giornalisti (e di alcuni blogger).

Un po’ di musica

Aprile 8, 2008 by patrickcolgan

be your own petNon mi sarebbe dispiaciuto vedermi questo concerto (da Polaroid). E non mi stupisce poi troppo che non siano piaciuti i Be your own pet (nella foto di punkphoto) che però visti un paio di anni fa (su un piccolo palco al Pukkelpop festival), mi piacquero parecchio proprio per la loro ruvidità e irruenza da (allora) 17enni. E odio i concerti prolissi: 45 minuti sono più che sufficienti per moltissime band e per me sarebbe stato un punto di merito. Certo gruppi concisi, ruvidi e giovani ce ne sono  tanti in giro ma loro avevano qualcosa di speciale.

Anche io però incomincio a mal tollerare pubblici troppo giovani specie se in vacanza mentale (il pubblico è peggiorato o sono io che invecchio? mah). Ma soprattutto anche io avrei voluto vedere i The future of the left, visto che i Mclusky mi piacevano davvero un sacco.

Picture from Punkphoto.com (original link: http://punkphoto.com/blog/?p=1957)

About the art of making a mixtape (2)

Aprile 7, 2008 by patrickcolgan

Muxtape ha riportato alla luce sensazioni che credevo perdute. La cassetta-compilation digitale sembra più simile alle vecchie cassette di quanto possa sembrare a prima vista. Sarà che il servizio è spartano, proprio come le vecchie cassettine e come quelle è sottoposto a regole ferree (12 canzoni, non una di più).  E sarà anche che il procedimento richiede impegno e un po’ di fatica, con tanto di ricerca spesso non facile del brano da caricare all’interno proprio hard disk e un lento sistema di upload. Ma le sensazioni sono abbastanza simili, compresa quella di fatica che si prova dopo un po’: perché ci vuole impegno e tempo (quello per creare una vera cassetta era davvero tanto). Tempo che forse non ho più e infatti la mia creazione è stata mixtapepiuttosto banale, anche se in giro si sono visti veri orrori (partoriti evidentemente da profani). Ma mi riferisco anche alla sensazione di ascoltare le cassette altrui, la scoperta di nuova musica, la ricerca di un filo conduttore, di un senso. La sensazione è un po’ la stessa. E’ da tempo che un amico non mi passa un cd con musica nuova. Magari mi suggerisce una band e vado a cercarne gli mp3. Ma è diverso, molto diverso.

La mia non è nostalgia fine a se stessa, ma mi convinco sempre più che con la digitalizzazione la musica stia perdendo un po’ di anima. Il rapporto fisico con l’oggetto-disco, con un booklet, una copertina e quindi anche con oggetti come le compilation fatte in casa è insostituibile, per me. E comincia a mancarmi un po’ nonostante continui a essere circondato da dischi, vinili e supporti ‘fisici’.

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Impressioni

Aprile 7, 2008 by patrickcolgan